UNA GIORNATA A PONTEDERA CON IL MARIC

locandina pondera
“L’arte della solidarietà viaggia senza sosta”
E’ una fredda mattina di nuvole bianche quella di venerdì 09 febbraio, quando di buon’ora ci ritroviamo in auto, io, Antonio mio marito, e il maestro Vavuso, fondatore del Maric, diretti verso Pontedera, un comune della provincia di Pisa, dove all’Istituto Tecnico Enrico Fermi ci attende l’artista bibliotecaria Stefania Maffei che con Marina Romiti, artista e socia Maric, si sono prodigate per organizzare l’incontro tra gli studenti del Fermi e il Maric, il nostro Movimento Artistico Recupero Identità Culturali. Ci attendono circa 570 Km di strada da percorrere, occasione per scambiare pareri, per esporre idee e progetti. Il tempo è discreto, raggi scoloriti ogni tanto fanno capolino dal cielo, e più a nord è il sole che vince e ci inonda di luce e di calore.
Il navigatore ci conduce a destinazione. Arriviamo in orario. Incontriamo prima Marina Romiti, sarà lei a condurci a scuola. Rivedersi è un piacere reciproco. Marina ci invita per una sosta-lavoro nella sua casa. Resto affascinata dalle tele che rivestono le pareti, un piccolo percorso museale delle sue opere, colorate e giocose, pare vogliano dirmi “resta, guardami, non avere fretta, stiamo insieme”.
Ma dopo pochi minuti si esce per raggiungere l’Istituto Fermi, dove la bibliotecaria Stefania Maffei ci attende puntuale. Veniamo accolti da un entusiasmo generale, pare che tutti ci stiano aspettando con trepidazione. Ci vengono incontro anche alcuni studenti, sono quelli di servizio al ricevimento, visto che siamo in un istituto tecnico, capisco che ci sono materie che mettono in collegamento la teoria con la pratica del lavoro, e la mente vola, dondola immagini di ieri, la mia scuola alberghiera…
Intanto ci raggiungono l’assessore alla cultura, Liviana Canovai, e la professoressa Laura Pavone in rappresentanza del dirigente scolastico assente per improrogabili impegni. Ma nella hall ci sono anche degli artisti locali, e dei rappresentanti di associazioni volte alla solidarietà, che informati della nostra visita ci hanno onorati della loro presenza e del loro contributo. Il rappresentante della Cooperativa Arnera, il sig. Calogero Pace per l’ANP, Associazione Nazionale Polizia di Stato e poi Hans Peter Ditzlerun artista svizzero residente a Pontedera, affascinato dalle litografie, e la signora Grazia Taliani, pittrice toscana, ma direi di più viaggiatrice, colorata come i suoi lavori artistici, ex insegnante del Fermi. Si scambia qualche parola mentre ci dirigiamo nell’Aula Magna della scuola, una sala grande tappezzata delle locandine di eventi da poco conclusi.
Sulla cattedra “Oltre le pietre”, la nostra antologia, ricorda il motivo per cui siamo là.
C’è anche il proiettore, che ci permetterà di visualizzare a parete il progetto “Casa della Cultura”, realizzato dallo studio Res, e dai nostri architetti.
Un attimo e l’aula prende vita. Il camaleontico passo dei ragazzi invade lo spazio, le sedie vengono prese d’assalto, la sala è stracolma. La scuola è luogo di incontro, di relazioni, di comunicazione, di formazione, è il luogo del sapere, del futuro, è dove si formano esseri umani. E’ un piacere e una responsabilità parlare a quei ragazzi, le parole hanno un peso. Stefania è la moderatrice dell’incontro e da’ subito la parola all’assessore Liviana Canovai, la quale introduce il discorso sull’importanza dell’arte, che in ogni epoca ha la capacità di parlare con un linguaggio che sa coinvolgere, emozionare, far riflettere. Il nostro maestro Vincenzo Vavuso, illustra il Maric e il suo progetto, nonché le sue numerose iniziative volte alla raccolta fondi per la Casa della Cultura. Poi tocca a me illustrare la nostra antologia e i suoi interessanti racconti di speranza e di rinascita, parole che non vogliono essere sillabe al vento, ma che vogliono raggiungere il cuore del lettore e invitare alla comprensione, invitare al desiderio di un aiuto concreto verso chi all’improvviso si trova ad aver perso tutto,
e ad avere bisogno di tutto, persino di una piazza, di una panca, di un luogo di ritrovo come vuole essere la Casa della Cultura, un posto nuovo, che sia per tutti e di tutti, un luogo dove i libri e le opere salvate dal sisma e dal degrado siano testimonianza e contributo del passato al futuro, una magia urbanistica per città desiderabili.
Dopo le letture di Marina Romiti, di poesie e brani tratti da “Oltre le Pietre”, la professoressa Laura Pavone consegna al presidente Vavuso la scatola che contiene la raccolta effettuata dai ragazzi della scuola. Grazie ancora, ragazzi del Fermi, siete stati generosi e attenti. E grazie agli insegnanti che hanno creduto nel progetto del Maric e si sono attivati per sensibilizzare gli animi.
Credo che un’utopia, se viene condivisa, diventa un sogno realizzabile.
Lasciamo la scuola con la certezza di aver incontrato persone interessanti sul nostro cammino, e che ci hanno aiutato a scrivere il lieto fine per la nostra iniziativa.
La pausa pranzo ci ha visto accomunati dallo stesso iniziale entusiasmo. Siamo ospiti dei nostri commensali, professori e scultori del posto, di Marina e suo marito Beniamino, simpatico ed esperto fotografo, di Hans, che ci conduce nel suo laboratorio-studio, ordinato di colori e argille, di calchi e di trenini, di un macchinario in ferro per le incisioni, e dell’eclettica Stefania, appassionata bibliotecaria del Fermi, la sua biblioteca è un luogo dove i libri vogliono saltare di mano in mano per essere compagni fidati per giorni o solo per qualche ora.
Ci invitano a restare qualche giorno, la cittadina pianeggiante ha un bel centro storico e c’è il Palp, un museo realizzato all’interno del Palazzo Pretorio che ospita una mostra interessante intitolata “La trottola e il robot”, dedicata al giocattolo nelle varie epoche. Ho pensato a quelli di legno che vedo in qualche vecchia foto di famiglia. E ai trenini elettrici in ferro. Un’emozione ricordare papà e bimbi accovacciati su quei binari. Ma Pontedera è un tutt’uno con la Piaggio, l’azienda storica che in passato dava lavoro a circa 15.000 dipendenti, e che ha lanciato la Vespa, mitica due ruote degli anni passati. La Piaggio adesso è un museo che racconta la storia della Vespa.
Qualcuno i parla di un muro artistico fatto di mosaici, il muro di Baj, bello da vedere di sera, con le luci dei fari delle auto che vi sfrecciano.
Io racconto che conoscevo Pontedera per un’azienda di tessuti, la…, ricordo che negli anni 80 ci andammo di presenza per visionare un campionario e decidemmo di percorrere l’Aurelia per rivedere amici che abitano ancora a Manciano, provincia di Grosseto, e ai quali abbiamo parlato di Oltre le pietre e del Maric. Un altro tentativo di incontro per la raccolta fondi.
Ma il rientro è d’obbligo, altri impegni ci richiamano in sede.
La sartoria di idee e progetti firmati Maric è in piena evoluzione.
Il viaggio verso casa è lungo, ma sappiamo che non c’è successo senza impegno.
Amici del Fermi, credo sia stato bello il tempo insieme.

Teresa D’amico – 13 febbraio 2018