Museo di Nola: mostra d’arte Maric per Accumoli.

“Archeosolidale”: al Museo di Nola una mostra d’arte e di solidarietà per la terremotata Accumoli.

 Locandina_ArcheosolidaleDopo la pausa estiva, un rientro molto caldo per il MARIC (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali), impegnatissimo nella corsa finale per raccogliere le ultime risorse necessarie alla donazione di una Casa della Cultura alla cittadina di Accumoli, in via di ricostruzione dopo la distruzione operata dal sisma del 24 agosto 2016 e dalle successive, pesantissime scosse.

Alla mostra realizzata dal 14 settembre al 3 novembre a Curti (Caserta), cittadina di cui il MARIC ha anche curato uno spettacolare restyling urbano, e alla serata di beneficenza “Blusolidale” pro Accumoli (22 settembre – Circolo Nautico di Bagnoli), farà seguito infatti un importante evento di Cultura e Solidarietà al Museo Archeologico di Nola (Napoli). Qui domenica 23 settembre 2018, alle ore 10,30, presso le Sale Espositive di tale Museo, si inaugurerà la Mostra d’Arte contemporanea “Archeosolidale”.

Interverranno il Direttore del Museo  Giacomo Franzese, il consigliere politico in materia di Politiche Culturali Educative e Scolastiche della Provincia di Salerno Mariarosaria Vitiello, il prestigioso critico d’Arte Rosario Pinto, l’artista  Vincenzo Vavuso, fondatore e Presidente del Maric e curatore della Mostra stessa.

Saranno esposte circa cinquanta opere (istallazioni, pittura e scultura) degli artisti Valentino Annunziata, Rosanna Di Marino, Mario Formica,, Stefania Maffei, Annamaria Panariello, Franco Porcasi, Marina Romiti, Piero Sani, Grazia Taliani, Vincenzo Vavuso e Angela Vigorito.

In sede di inaugurazione e nel corso dell’esposizione, sempre ai fini della raccolta per la Casa della Cultura di Accumoli, sarà proposto il libro “Oltre le pietre”, antologia artistico – letteraria in tema, realizzata dal MARIC e dai suoi creativi.

  La Mostra resterà aperta tutti i giorni dalle ore 9,00 alle ore 19,00 escluso il lunedì, dal 23 settembre al 23 ottobre 2018.

 

Maric. Una storia che pareva impossibile di cui sono innamorata. di Teresa D’amico

 37911795_10216840277303863_6322859353464373248_n 37500618_2098969933758518_1331290139200061440_n

La mia convivenza con il Maric.

Una storia che pareva impossibile

di cui sono innamorata.

Amici lettori, gente che non vedo ma che mi illudo essere numerosa e attenta, vorrei condividere con voi le ultime emozionanti esperienze che ho vissuto al seguito del Maric. Trascinata in questo movimento artistico dall’entusiasmo contagioso del suo fondatore, il maestro Vavuso, sento sempre più il desiderio di essere partecipe di ogni iniziativa e di contribuire per come posso, a creare quel qualcosa di speciale, a mettere in circolo l’arte e il sapere, motivi ispiratrici del movimento. E il desiderio devi tirarlo fuori, alimentarlo, nessuno lo fa per te. In questo momento storico che percepisco ancora confuso, condivido l’importanza di dover avvicinare la gente al mondo dell’arte. Ma capire un’opera d’arte non è una cosa immediata, non lo è ancora per me, ci vuole attenzione, capacità di osservazione, meditazione. Quando entro nei musei sono solita avvicinare con garbo, con rispetto, la bellezza, e spesso anche la bruttezza, o la meraviglia che suscita ogni oggetto esposto. Penso che stare tra le cose belle fa sentire più buoni, fa stare bene.

E allora perché non impegnarci a ricercare, e a ricreare, bellezza intorno a noi? Sono queste riflessioni che mi spingono a collaborare, e con sempre maggiore convinzione, con questo gruppo di artisti che stanno diventando sempre più amici, miei e tra di loro.

Gli ultimi eventi, dalla kermesse di palazzo Fruscione a Curti, senza dimenticare l’allestimento permanente di opere degli artisti alla tenuta San Domenico, la serata spettacolo alla casina Reale di Persano, la partecipazione a Giocaitalia 2018, la presenza al molo Azimut in una serata dedicata ai non vedenti, e, forse ancora prima di tutto questo, l’ennesima asta di beneficenza organizzata a Capezzano, sono stati appuntamenti significativi, per la raccolta fondi e per la fondamentale esperienza di arricchimento umano.

A palazzo Fruscione, tra i tanti appuntamenti interessanti in calendario, tra i quali la serata di premiazione al primo concorso nazionale di arte e letteratura dal tema “Disarmiano l’ignoranza”, lanciato dal Maric, la performance poetica è stato un momento suggestivo, breve e luminoso come il passaggio di un faro all’improvviso. Unica scena, la grande sala al buio completo, il pubblico invitato a entrare stava in piedi addossato alle pareti, al centro della sala sei scrivanie con una lampada poggiata e un poeta seduto, a turno le lampade venivano accese e il poeta leggeva la sua lirica. Il finale ci ha visti prenderci per mano, portarci in cerchio al centro della sala, uniti in un’unica declamazione, ripetuta tre volte: “come è buona e come è bella l’arte”. Versi di una poesia dedicata alla nascita del nostro movimento.

Io non so quanto tutto questo abbia reso soddisfatto il pubblico, e non so se con i nostri versi cambieremo qualcosa, so che lo faccio con piacere, che mi viene dal cuore. La poesia è una sintesi di emozioni, ed è una voce che ho dentro. Mi spiace non avere memoria fotografica di certi momenti. Urge provvedere.

E urge passare una serata alla tenuta San Domenico per visitare la sala museo che ospita quadri e sculture degli artisti del Maric. Penso, mentre scrivo, all’ennesimo lavoro di spostamento delle opere d’arte. I quadri e le sculture, come anche le attrezzature, sono tra gli oggetti più difficili da trasportare. Le altre forme di arte si mettono su disco, i danzatori si spostano da sé, l’architettura resta dov’è, i quadri invece li vediamo lì, pronti per farsi guardare, fotografare, ci interroghiamo sul senso, sulla qualità, la loro storia, li giudichiamo, ma non ci chiediamo come siano arrivati fin lì. Ve lo dico io, in un movimento come il nostro, nato da poco, che si autofinanzia e che si sta adoperando per un grande progetto di solidarietà che è la costruzione della Casa della Cultura ad Accumoli, le opere d’arte le trasportiamo noi, con l’aiuto di chi, tra di noi, è più disponibile e volenteroso. Si provvede all’imballaggio, al trasporto, al disincarto e all’esposizione sui muri, tutto fai-da-te, anche dopo il finissage.

Quando posso mi cimento in questa avventura, dare una mano dove c’è bisogno mi pare naturale. Fatico e mi diverto, perché lo faccio con animo leggero. A Persano si è realizzato il desiderio di avere una scenografia spettacolare per gli abiti che sono miei compagni di lavoro, in una serata Maric che ha visto la musica, la danza, l’arte, la poesia, la moda, il cibo, uniti in una kermesse dove il filo conduttore è stata la solidarietà, espressa attraverso le discipline che ci vedono insieme, così diversi, ma con l’unico obiettivo di comunicare bellezza e raccogliere fondi per il nostro progetto. La moda è un’arte che si indossa, non ci sono solo brutture e cattive abitudini dietro l’abito che indossiamo, c’è anche tanta fantasia e creatività, tanto colore e tante forme che abbiamo portato sul tappeto rosso nel cortile della Casina Reale. A Giocaitalia 2018 il Maric è stato ospite, versando una quota di partecipazione, nello spazio “Nord chiama Sud”.

Il maestro Vavuso ha dato visibilità ad artisti e poeti, invitandoci a comunicare la nostra arte. La manifestazione ci ha visti impegnati a Cernusco sul Naviglio per una tre giorni ricca di eventi, gare di organetti e musica classica, esposizione di progetti, presentazione di libri, un miscuglio che non mi ha entusiasmato molto. Ci sono argomenti che hanno bisogno di atmosfera diversa per essere rappresentati. Questa esperienza mi ha vista poco partecipe pur essendo stata presente alla Filanda, ma dalla Filanda i miei “Fili” si sono districati a metà, forse anche per la mia incapacità di raccontarmi, e per la scarsa presenza di pubblico, attento soprattutto alla musica.

È stata una piacevole condivisione di intenti tra artisti, e resto del parere che tutto serve e tutto concorre a fare passi avanti.

La partecipazione al molo Azimut è stata una serata che ha visto la musica e la moda ancora protagonisti. E’ un connubio inscindibile quello tra musica e moda, hanno in comune la creazione di pezzi unici in grado di emozionare, la prima attraverso i suoni, la seconda attraverso gli occhi con le immagini di tessuti, colori, forme, senza dimenticare che le sfilate senza un adeguato tappeto sonoro avrebbero solo il ticchettio dei tacchi e il fruscio delle stoffe, e non avrebbero lo stesso fascino che hanno. Quando accettai di partecipare, incautamente, non chiesi a cosa era intitolata la serata di festa sulla banchina di fronte alla città di Salerno, e non fui entusiasta di scoprirlo a pochi giorni dall’evento, poiché mi resi conto che la serata sarebbe stata dedicata ai non vedenti, ospiti per la partecipazione a una gara velica che li ha visti atleti tra le onde. Visto che la moda va percepita attraverso gli occhi, ci siamo adeguati agli ospiti, pochi e in ritardo, e abbiamo spiegato, dopo ogni passerella, le forme e i colori degli abiti presentati.

Mi è parso un pubblico presente e assente, distratto, pur se ha mostrato apprezzamento e regalato applausi convincenti.

A Curti il cerimoniale di inaugurazione della città dipinta non è stato molto istituzionale. Tutto si è focalizzato sul dono della scultura intitolata “Promessa”, posta all’entrata della villa comunale della cittadina e realizzata dagli artisti Gerardo Iorio,Stefania Maffei e Vinvenzo Vavuso, donata all’associazione Figli del cielo, che aveva in programma quella stessa sera, allo stadio comunale dove si è svolta la cerimonia, la semifinale del torneo di calcio dedicato ai ragazzi prematuramente scomparsi.

Eppure, una città che si veste di colori ha voglia di dire qualcosa di nuovo, ha voglia di comunicare. Uscire di casa e trovarsi di fronte alla narrazione di qualcosa può essere sorprendente, distogliere dal quotidiano, far riflettere. In quei tratti banali o ricercati, belli o brutti, c’è l’anima di un artista che ha solo voglia di regalare prospettive nuove, di aprire a un pensiero. Spero siano tante le persone che abbiano voglia di leggere tra i colori e i messaggi poetici che rivestono i muri a Curti.

Ma quella sera le riflessioni erano tutte intorno al pallone, il pubblico presente si è indirizzato intorno alla rete di recinzione del tappeto verde per vedere una partita di calcio, l’ennesima. 

Vorrei dire loro che il Maric ora fa un po’ parte della loro storia, che il linguaggio dell’arte contemporanea è spesso ostico, e manca alla società di oggi, frivola e distratta, ma anche presa da problemi irrisolti come la mancanza di lavoro, manca la convinzione della significativa importanza educativa delle materieartistiche. Che il Maric, rappresentato dal suo presidente, è sempre disponibile a dare spiegazioni su ogni tratto disegnato sui loro muri, come ha dato spiegazioni su “Promessa” e il suo significato di speranze, di presenza, di amore infranto ma pronto a rinascere.

E vorrei dire loro che sono felice di aver dedicato alla cittadina alcuni miei versi che parlano da un muro. Ho aggiustato trine, ho abbellito orli con perline, mi mancava di ricamare parole e renderle poesia. Se lasciano tracce, se arrivano al cuore, per me è un piacere.

Vorrei anche dire che i luoghi hanno bisogno di vita, non solo del respiro di chi li abita, ma di vita culturale, di vita artistica, di abbellimento, di risanamento.

Con noi, lo scenario quotidiano della vita, diventa arte.

Non distraetevi, la programmazione Maric continua.

Dopo il periodo di meritato riposo, ci aspettano interessanti eventi.

Teresa D’Amico 30 luglio 2018

Lettera al Maric di Stefania Maffei

37328897_1671963002932296_6174520026398195712_n 37791961_10211619139702302_7003879972192387072_n 37821897_2106024396386405_3695174726566543360_n

Cari Amici, come appartenente al Maric, mi urge dire quanto io sia soddisfatta ed orgogliosa per i traguardi, piccoli e grandi, raggiunti tutti con dedizione completa, volontariamente, per un bene da condividere con la comunità civile in cui operiamo. Dobbiamo essere riconoscenti in primis al nostro instancabile presidente Vincenzo, che come un condottiero sfida tensioni, paure e difficoltà. E siamo ormai convinti che i nostri sforzi avranno la dovuta ricompensa in gioia profonda, come è accaduto già anche mercoledì 25 luglio, quando abbiamo consegnato alla comunità di Curti il lavoro finito di un restyling permanente, a testimonianza del nostro contributo al miglioramento dell’ ambiente in cui viviamo.
Sicuramente il buon esempio lasciato, con belle opere di pittura, installazioni e decori con poesie , sarà stimolo di emulazione e porterà nuove belle idee di rinnovamento, come ha confermato il sindaco Raiano alla festa del 25 luglio, a cui ero presente dopo aver percorso più di seicento chilometri, per rivedere ciò a cui avevo partecipato e anche per poter riabbracciare voi, cari amici del Maric, che è diventato come una famiglia allargata per me.
Non dimenticherò mai l’accoglienza e il brivido d’emozione provati quando ho letto tremante i versi della mia poesia dedicata alla scultura Promessa dei maestri Vavuso e Iorio, inaugurata proprio il 25 luglio, opera nella quale sono state inserite anche le mie mani di terracotta.
Grazie al Maric, possiamo dare tutti con il nostro ingegno un segno di volontà di cambiamento che renda il nostro vivere più a dimensione umana e civile.

Stefania Maffei

Gli artisti del Maric ultimano il restyling a Curti

 

MARIC-CurtiMaestriIorioVavuso-696x928L’ arte è protagonista nel comune di Curti (CE), dove sono stati ultimati in questi giorni i lavori di restyling urbano a cura degli artisti del M.A.R.I.C(Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali). L’inaugurazione del “nuovo” centro cittadino, impreziosito dalle opere artistiche, alla presenza del Sindaco di Curti, Antonio Raiano, avrà luogo mercoledì 25 luglio prossimo alle 20.00 al campo sportivo comunale di Curti, in Via Manzoni, in occasione della semifinale del torneo di calcetto memorial “FIGLI IN CIELO”.

Numerose opere, tra cui installazioni, murales e panchine ridipinte, sono state realizzate sotto la direzione artistica dei Maestri Vincenzo Vavuso, presidente e fondatore del M.A.R.I.C., e Gerardo Iorio. Il Movimento è al lavoro da novembre scorso nel centro del comune casertano, per rendere l’Arte presenza viva del tessuto urbano. L’iniziativa del “Curti’s restyle” è nata a corredo di una cospicua serie di eventi che hanno visto in questi mesi il M.A.R.I.C. impegnato nella diffusione e promozione dei valori della Cultura e dell’Arte nella società, non solo in Campania ma anche sul territorio nazionale.

Oltre ai Maestri Vavuso e Iorio, a partecipare con le loro opere – murales e sculture – al restyling urbano di Curti, sono stati gliartisti del M.A.R.I.C.Valentino Annunziata, Emanuele Biagioni, Andrea Dubbini, Mario Formica, Anna Morra, Marina Romiti, Piero Sani. A ritagliarsi il loro spazio sui muri di Curti anche le liriche delle poetesse del M.A.R.I.C. Teresa D’Amico, Lucia De Santis e Stefania Maffei insieme ai vincitori del concorso “Disarmiamo l’Ignoranza”: Rami Youness “Amarij”, autore de “I bambini siriani” per la categoria poesia e Raffaele Elia, autore dell’“Elogio del monologo”, vincitore nella sezione prosa.

A collaborare al restyling urbano di Curti con il loro apporto anche Claudio Petito e Sara Lucia Melone.

Il M.A.R.I.C. ringrazia inoltre il Comune e gli abitanti di Curti per il supporto, le aziende Fervec e Geo Color per i materiali forniti per il restyling e il panificio Voglie Matte per il buffet offerto.

Grande la sensibilità all’arte e alla cultura mostrata dal Sindaco di Curti, Antonio Raiano, di grande sostegno al M.A.R.I.C. sin dalle prime fasi dell’iniziativa e già promotore, insieme alla sua amministrazione, di numerosi e lungimiranti progetti culturali forieri di benefici per la comunità.

Il restyling di Curti – ha affermato il Presidente del MARIC, Vincenzo Vavuso – è un’ulteriore riprova del ruolo civile e culturale che l’Arte e la Creatività possono avere all’interno di una comunità urbana. I colori e le sculture fanno cantare l’anima di un territorio, le forme, i disegni e i versi le donano parola ed espressione. Una tale simbiosi tra artisti, ambiente e popolazione genera un rinnovato senso di appartenenza, fondato sul recupero e il rilancio dell’identità, il che è proprio l’obiettivo primario del nostro Movimento”.

“Come Sindaco di Curti – afferma Antonio Raiano – sono lieto e orgoglioso di questa iniziativa quasi “da pionieri” che abbellisce la nostra cittadina e l’arricchisce di colori, forme e contenuti originali, che sorridono agli occhi e aprono la mente. E sono fiero che alla guida del MARIC ci sia proprio un figlio della nostra terra, un artista esplosivo come Vincenzo Vavuso, che sta dando la carica all’Arte e alla Cultura in tante parti dell’intero Paese. Lo ringrazio di cuore per lo slancio, la qualità e lo spirito di sacrificio che hanno caratterizzato questi lunghi  mesi di lavoro suoi e dei suoi splendidi artisti collaboratori. E, come non è stata la prima iniziativa che abbiamo fatto insieme, così sono certo che non sarà neppure l’ultima. Gli auguro caldamente che la prossima possano essere i festeggiamenti per la realizzazione della Casa della Cultura ad Accumoli, quella che finora è stata la stella polare del MARIC.

Maric e Salernitana per Accumoli, raccolti nuovi fondi per la Casa della Cultura

Una splendida gara di solidarietà ha visto lunedì sera protagonisti i calciatori della Salernitana, il Direttore Sportivo Angelo Fabiani e le tante persone che hanno partecipato alla cena di beneficenza organizzata dal Maric (Movimento artistico per il recupero delle identità culturali) presso l’agriturismo “Il Casolare” di Pellezzano.

Sono stati raccolti 2.600 euro per sostenere il progetto della costruzione della Casa della Cultura ad Accumoli, un centro polifunzionale per i giovani nel comune colpito dal terremoto.

Grande la generosità del Direttore Angelo Fabiani e dei calciatori granata che hanno partecipato attivamente all’asta di beneficenza, mettendo a disposizione palloni e  maglie autografati ed offrendo il loro personale contributo per questa importante causa, facendo un regalo ai piccoli tifosi presenti.
Felicissimi i tanti tifosi granata che hanno potuto condividere questo momento di solidarietà con i loro idoli portando a casa i loro ricordi firmati. Il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, è intervenuto telefonicamente nel corso della serata: “So che Salerno ormai è con noi, il nostro ormai è diventato un simposio. Ringrazio il direttore Angelo Fabiani che per noi è stato sempre un punto di riferimento da quando è successa questa tragedia che ha colpito i nostri territori, ringrazio il Maric che ha avuto per noi grande attenzione volendo costruire la casa della cultura qui ad Accumoli, ringrazio tutta la società sportiva Salernitana, i giocatori presenti, la comunità di Salerno e tutti voi partecipanti alla serata per dare a noi questa opportunità di ricostruire e veder ricrescere la nostra comunità. Grazie a tutti.”

Le parole del direttore sportivo della Salernitana, Angelo Fabiani: “Per capire bene cosa si provi in quelle zone bisogna andarci, sappiamo quanto sia importante per queste persone sentire la presenza della gente, non sentirsi soli. Serate come questa siano da stimolo per il futuro, per costruire un impianto permanente, una palestra, una sala culturale. Ringrazio i calciatori che stasera avrebbero potuto rompere le righe e andare a casa ma sono venuti con piacere. Grazie a tutti voi che stasera ci fate sentire partecipi, vivi e con la possibilità di dare qualcosa a chi è in difficoltà, sicuramente faremo un’altra manifestazione, una partita, come accadde per Amatrice. Siamo e saremo sempre presenti, lo sport può fare tanto per la solidarietà e per la beneficenza. Petrucci è un grande uomo, sempre ‘a fari spenti’, al quale va il nostro sostegno e il nostro applauso”.

Infine, Vincenzo Vavuso, artista, presidente e fondatore del Movimento Maric organizzatore dell’evento a sostegno della costruzione della Casa della cultura di Accumoli: “Ringrazio il Direttore Fabiani, l’Us Salernitana, i calciatori presenti, Franco Bruno Vitolo, il club Mai Sola, il Casolare e tutti coloro i quali hanno partecipato stasera con la loro grande generosità. La Salernitana risponde sempre presente a queste iniziative e il Maric è onorato di questa collaborazione. Il traguardo della Casa della cultura è vicino e il nostro impegno proseguirà intenso fino al suo raggiungimento”.

162935911-e7e46148-4648-4313-b696-b4782731c256

 

Il Maric a Milano GIOCAITALIA 2018″ Nord chiama Sud “

 

Publication9892 (1)lL Maric  a Milano per la MOSTRA COLLETTIVA DI PITTURA” Nord chiama Sud ”

Il giornalista Sebastiano Sandro Ravagnani lancia l’idea di una MOSTRA COLLETTIVA DI PITTURA denominata  Nord chiama Sud “DISARMIAMO L’IGNORANZA”.

FA ECO A MILANO E LO SCULTORE VINCENZO VAVUSO ENTRA NEI CUORI DELLA CULTURA NAZIONALE E DEI MILANESI SENSIBILI ALLE VARIE FORME DI ARTE.

Dopo la kermess “Disarmiamo l’Ignoranza” che si e’ tenuta a Palazzo Fruscione nel Centro Storico di Salerno, dove per oltre una settimana critici e giornalisti si sono confrontati sulle varie forme di arte. Tra i vari momenti ha ottenuto un enorme successo la performance in cui gli artisti del Movimento MARIC si sono “Vestiti di giornali”.

L’Associazione culturale Experience Project presieduta dall’architetto Nadia Maletta, ha manifestato il suo interesse e il piacere ad ospitare l’artista Vincenzo Vavuso e tutti gli artisti del M.A.R.I.C. all’evento GIOCAITALIA 2018 “NORD CHIAMA SUD” che riproporra’ a Milano la performance.

La manifestazione si potrebbe svogere a Cernusco sul Naviglio dove e’ stato individuato Il Centro Culturale Filanda alle porte di Milano, le date possibili sono da venerdi 8 a domenica 10 giugno, l’evento giunto alla sua 41 edizione tratterà diverse discipline artistico – culturali, come la musica, la letteratura, il teatro, la solidarietà, la fotografia, il cinema (ed in particolare il dibattito con i ragazzi delle scuole sul Cinema “Aspettando il Giffoni Film Festival” e grande rilievo per l’Arte contemporanea. In quest’ultima a pieno titolo rientra la collettiva del movimento alla quale ogni artista potrà partecipare con un massimo di sette opere di vario formato. La sede stabilita per l’evento si trova in una area storica di Milano vicino a Segrate sede della casa editrice Mondadori, per cui potrà dare una grande opportunità a tutti gli Artisti del sud d’Italia. Vorremmo rivedere tutti gli artisti presenti a Salerno, particolare rilievo sara’ dato agli Artisti in occasione della serata di gala conclusiva della manifestazione, nel corso della quale saranno consegnati i premi speciali di GiocaItalia per le varie categorie.

A tutti gli Artisti verrà  rilasciato un diploma di partecipazione, verrà’ fornita una recensione a cura di un critico della Associazione Sonia Dametto, inoltre l’organizzazione curerà la pubblicazione di un catalogo dedicato alla Mostra e per il quale ci sarà un minimo a titolo di rimborso spese da versare per la partecipazione, che sarà stabilito a breve nel corso del direttivo previsto per venerdì.

 

UNA GIORNATA A PONTEDERA CON IL MARIC

locandina pondera
“L’arte della solidarietà viaggia senza sosta”
E’ una fredda mattina di nuvole bianche quella di venerdì 09 febbraio, quando di buon’ora ci ritroviamo in auto, io, Antonio mio marito, e il maestro Vavuso, fondatore del Maric, diretti verso Pontedera, un comune della provincia di Pisa, dove all’Istituto Tecnico Enrico Fermi ci attende l’artista bibliotecaria Stefania Maffei che con Marina Romiti, artista e socia Maric, si sono prodigate per organizzare l’incontro tra gli studenti del Fermi e il Maric, il nostro Movimento Artistico Recupero Identità Culturali. Ci attendono circa 570 Km di strada da percorrere, occasione per scambiare pareri, per esporre idee e progetti. Il tempo è discreto, raggi scoloriti ogni tanto fanno capolino dal cielo, e più a nord è il sole che vince e ci inonda di luce e di calore.
Il navigatore ci conduce a destinazione. Arriviamo in orario. Incontriamo prima Marina Romiti, sarà lei a condurci a scuola. Rivedersi è un piacere reciproco. Marina ci invita per una sosta-lavoro nella sua casa. Resto affascinata dalle tele che rivestono le pareti, un piccolo percorso museale delle sue opere, colorate e giocose, pare vogliano dirmi “resta, guardami, non avere fretta, stiamo insieme”.
Ma dopo pochi minuti si esce per raggiungere l’Istituto Fermi, dove la bibliotecaria Stefania Maffei ci attende puntuale. Veniamo accolti da un entusiasmo generale, pare che tutti ci stiano aspettando con trepidazione. Ci vengono incontro anche alcuni studenti, sono quelli di servizio al ricevimento, visto che siamo in un istituto tecnico, capisco che ci sono materie che mettono in collegamento la teoria con la pratica del lavoro, e la mente vola, dondola immagini di ieri, la mia scuola alberghiera…
Intanto ci raggiungono l’assessore alla cultura, Liviana Canovai, e la professoressa Laura Pavone in rappresentanza del dirigente scolastico assente per improrogabili impegni. Ma nella hall ci sono anche degli artisti locali, e dei rappresentanti di associazioni volte alla solidarietà, che informati della nostra visita ci hanno onorati della loro presenza e del loro contributo. Il rappresentante della Cooperativa Arnera, il sig. Calogero Pace per l’ANP, Associazione Nazionale Polizia di Stato e poi Hans Peter Ditzlerun artista svizzero residente a Pontedera, affascinato dalle litografie, e la signora Grazia Taliani, pittrice toscana, ma direi di più viaggiatrice, colorata come i suoi lavori artistici, ex insegnante del Fermi. Si scambia qualche parola mentre ci dirigiamo nell’Aula Magna della scuola, una sala grande tappezzata delle locandine di eventi da poco conclusi.
Sulla cattedra “Oltre le pietre”, la nostra antologia, ricorda il motivo per cui siamo là.
C’è anche il proiettore, che ci permetterà di visualizzare a parete il progetto “Casa della Cultura”, realizzato dallo studio Res, e dai nostri architetti.
Un attimo e l’aula prende vita. Il camaleontico passo dei ragazzi invade lo spazio, le sedie vengono prese d’assalto, la sala è stracolma. La scuola è luogo di incontro, di relazioni, di comunicazione, di formazione, è il luogo del sapere, del futuro, è dove si formano esseri umani. E’ un piacere e una responsabilità parlare a quei ragazzi, le parole hanno un peso. Stefania è la moderatrice dell’incontro e da’ subito la parola all’assessore Liviana Canovai, la quale introduce il discorso sull’importanza dell’arte, che in ogni epoca ha la capacità di parlare con un linguaggio che sa coinvolgere, emozionare, far riflettere. Il nostro maestro Vincenzo Vavuso, illustra il Maric e il suo progetto, nonché le sue numerose iniziative volte alla raccolta fondi per la Casa della Cultura. Poi tocca a me illustrare la nostra antologia e i suoi interessanti racconti di speranza e di rinascita, parole che non vogliono essere sillabe al vento, ma che vogliono raggiungere il cuore del lettore e invitare alla comprensione, invitare al desiderio di un aiuto concreto verso chi all’improvviso si trova ad aver perso tutto,
e ad avere bisogno di tutto, persino di una piazza, di una panca, di un luogo di ritrovo come vuole essere la Casa della Cultura, un posto nuovo, che sia per tutti e di tutti, un luogo dove i libri e le opere salvate dal sisma e dal degrado siano testimonianza e contributo del passato al futuro, una magia urbanistica per città desiderabili.
Dopo le letture di Marina Romiti, di poesie e brani tratti da “Oltre le Pietre”, la professoressa Laura Pavone consegna al presidente Vavuso la scatola che contiene la raccolta effettuata dai ragazzi della scuola. Grazie ancora, ragazzi del Fermi, siete stati generosi e attenti. E grazie agli insegnanti che hanno creduto nel progetto del Maric e si sono attivati per sensibilizzare gli animi.
Credo che un’utopia, se viene condivisa, diventa un sogno realizzabile.
Lasciamo la scuola con la certezza di aver incontrato persone interessanti sul nostro cammino, e che ci hanno aiutato a scrivere il lieto fine per la nostra iniziativa.
La pausa pranzo ci ha visto accomunati dallo stesso iniziale entusiasmo. Siamo ospiti dei nostri commensali, professori e scultori del posto, di Marina e suo marito Beniamino, simpatico ed esperto fotografo, di Hans, che ci conduce nel suo laboratorio-studio, ordinato di colori e argille, di calchi e di trenini, di un macchinario in ferro per le incisioni, e dell’eclettica Stefania, appassionata bibliotecaria del Fermi, la sua biblioteca è un luogo dove i libri vogliono saltare di mano in mano per essere compagni fidati per giorni o solo per qualche ora.
Ci invitano a restare qualche giorno, la cittadina pianeggiante ha un bel centro storico e c’è il Palp, un museo realizzato all’interno del Palazzo Pretorio che ospita una mostra interessante intitolata “La trottola e il robot”, dedicata al giocattolo nelle varie epoche. Ho pensato a quelli di legno che vedo in qualche vecchia foto di famiglia. E ai trenini elettrici in ferro. Un’emozione ricordare papà e bimbi accovacciati su quei binari. Ma Pontedera è un tutt’uno con la Piaggio, l’azienda storica che in passato dava lavoro a circa 15.000 dipendenti, e che ha lanciato la Vespa, mitica due ruote degli anni passati. La Piaggio adesso è un museo che racconta la storia della Vespa.
Qualcuno i parla di un muro artistico fatto di mosaici, il muro di Baj, bello da vedere di sera, con le luci dei fari delle auto che vi sfrecciano.
Io racconto che conoscevo Pontedera per un’azienda di tessuti, la…, ricordo che negli anni 80 ci andammo di presenza per visionare un campionario e decidemmo di percorrere l’Aurelia per rivedere amici che abitano ancora a Manciano, provincia di Grosseto, e ai quali abbiamo parlato di Oltre le pietre e del Maric. Un altro tentativo di incontro per la raccolta fondi.
Ma il rientro è d’obbligo, altri impegni ci richiamano in sede.
La sartoria di idee e progetti firmati Maric è in piena evoluzione.
Il viaggio verso casa è lungo, ma sappiamo che non c’è successo senza impegno.
Amici del Fermi, credo sia stato bello il tempo insieme.

Teresa D’amico – 13 febbraio 2018

“CO-EXISTENCE” ROSSOCINABRO e MARIC

Quando la Multicultura trova la sua unità nella pluralità dei linguaggi artistici ed espressivi.

3 – 16 febbraio 2018 . ROSSOCINABRO e MARIC (Movimento Artistico per il recupero delle Identità Culturali) presentano nelle Sale Espositive della Biblioteca Elsa Morante di Roma la mostra CO-EXISTENCE. Non è solo l’annuale ricorrenza del mese dedicato alla Multicultura a far luce sulla vitalità, la forza e la fantasia del nostro tempo. La mostra in questione sarà un vero e proprio concerto, che coinvolgerà artisti di varie nazionalità volti  a vivere e a catturare gli sguardi sul proprio pensiero nomadista, su coesistenze e slittamenti; tutto attuato con tecniche diverse, e che nello spirito di queste trovano così il motivo di un’unità. Risulta evidente che la coesistenza di vari linguaggi artistici che si mettono in correlazione, si compenetrano e si integrano, diventa un parametro importante nella comprensione e valutazione di espressioni artistiche di realtà culturali diverse come strumento in grado di fornire una chiave di lettura unitaria. L’attenzione ai diversi linguaggi, la conoscenza e lo scambio con gli altri trovano modalità concrete e canali privilegiati di realizzazione proprio nei linguaggi artistici ed espressivi. Verso questa direzione conciliatrice, va letta, dunque, la capacità metamorfica dell’arte, sempre più tesa a scandagliare nelle dinamiche e nelle alterne coesistenze di sistemi oppositivi il rispetto e il riconoscimento dell’alterità che fatica e richiede una più matura riflessione. Aspirare ad avviare e a promuovere, passo dopo passo, la ricerca di una ragione comune, può infatti rendere conto di nuove possibilità di confronto e di crescita culturale. Artisti: Valentina Achim, Valentino Annunziata, Raphaël Battoia, Adriano Bernini, Emanuele Biagioni, Henrik Brøndsted, Celina, Seth Chwast, Leonardo Ciccarelli, Cicily, Maria Caterina Cortiana, Giuseppe De Michele, Josiane Dias, Serena Di Paola, Rosanna Di Marino, Virginia Dominguez de La Torre, Andrea Dubbini, Claudio Fezza, Mario Formica, Giuseppe Fortunato, Silva Guarino, He Ping, Gerardo Iorio, Etti Israel Lachish, Lynn Jaanz, Osamu Jinguji, Stefania Maffei, Vincenzo Messina, Beatriz Moya, Anna Morra, Mirja Birgitta Nuutinen, Gaetano Patalano, Maria Raffaele, Daniela Rebecchi, Marina Romiti, Piero Sani, Christina Steinwendtner, Rita Tripodi, Vincenzo Vavuso, Yalim Yildirim La mostra è curata da Cristina Madini e Vincenzo Vavuso

Biblioteca Elsa Morante

Via Adolfo Cozza

00121 Roma

Opening sabato 3 febbraio ore 11:30

Orario di visita:

lunedì 9-13 15-19
martedì 9-19
mercoledì 9-19
giovedì 9-19
venerdì 9-19

ROSSOCINABRO – Proprio come l’intensa sfumatura di rosso da cui prende il nome, Rossocinabro rappresenta una straordinaria passione per l’arte. Nasce nel 2008 dall’esperienza ventennale della sua direttrice Cristina Madini. Sono più di 150 le mostre tra collettive e personali organizzate negli ultimi 7 anni. Nel tempo Rossocinabro ha raccolto l’interesse nazionale ed internazionale, trovando la partecipazione e l’adesione di noti artisti del panorama dell’arte contemporanea. Le pubblicazioni su varie testate specialistiche, nel tempo, hanno creato uno certo sviluppo, favorendo un costruttivo dialogo con importanti galleristi a livello nazionale e contribuendo anche ad una valorizzazione dei giovani. In particolare dal 2009 ha approfondito tematiche e la ricerca artistica sviluppando collaborazioni e organizzando esposizioni d’arte al fine di diffondere lo scambio artistico tra artisti provenienti da Europa, Stati Uniti, Canada, Israele, Turchia, Giappone, Cina e Australia. In questo spirito, Rossocinabro si pone tra realtà più attive a Roma nell’ambito del contemporaneo.

Rossocinabro

Via Raffaele Cadorna 28, Roma

orario visita esposizioni da lunedì a venerdì 11-19

Nel 2014 è stata scelta tra le 10 migliori realtà di arte contemporanea a Roma. Il MARIC (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali) è un movimento artistico culturale nato a Salerno nel luglio del 2016. Pensato e ideato dall’artista Vincenzo Vavuso, il movimento abbraccia diverse forme espressive. Le opere, i documenti e le iniziative che il Movimento produce e mostra hanno come filo comune la polemica contro l’Indifferenza e l’Ignoranza, che in questi tempi oscuri sembrano avvolgere Arte, Lettura, Letteratura, Cultura e o la promozione dei valori che esse possono esprimere.. L’intento del M.A.R.I.C. non è esclusivamente l’esposizione di opere d’arte o l’organizzazione di performance ed eventi artistici in sé, ma è anche quello di lasciare un segno tangibile per la collettività, come la creazione di centri artistico–culturali, laddove ce ne siano la possibilità e l’opportunità. Insomma, la diffusione e la promozione della Cultura in generale e dell’Arte in particolare, a tutti i livelli possibili

 

Vi aspettiamo!

Movimento Artistico