Disarmiamo l’Ignoranza – Appuntamento a Castel dell’Ovo –

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In questo titolo è racchiuso lo spirito con cui il Maric  (Movimento artistico per il recupero delle identità culturali) aprirà la sua Mostra artistica in collaborazione con l’Assessorato per la Cultura e il  Turismo di Napoli.  Sull’isolotto di Megaride, dove si spiaggiò la sirena Partenope e dove dalle sue spoglie nacque la città, da secoli sorge il Castel dell’ Ovo che custodisce il mito di Virgilio e celato tra le sue mura il suo uovo d’oro, legato nella leggenda al destino stesso della città di Napoli. È in questo sito incantevole che la mostra aprirà i battenti il 10 marzo.

All’inaugurazione tra le varie personalità, sarà presente il sindaco di Accumoli, il comune disastrato dagli ultimi eventi sismici, a cui il Maric ha legato la propria attività, mettendo in campo varie iniziative volte alla costruzione di una Casa della Cultura, dove gli accumolesi possano vivere e ritrovare quell’identità culturale che può e deve essere motore e argano trainante della loro ricostruzione. A tal fine verrà presentata l’antologia: “Oltre le pietre” che racchiude in sé racconti, poesie, foto, opere d’artisti, e dichiarazioni d’intenti. Autori dell’antologia sono gli stessi artisti del movimento  e la cura del volume è di Tina Cacciaglia e Franco Bruno Vitolo. In apertura un brano del Fondatore e presidente del Maric, Vincenzo Vavuso, che di fatto è primo motore e fautore di ogni iniziativa. La mostra resterà aperta dal 10 Marzo al 19 Marzo, la direzione artistica è dello stesso presidente Vincenzo Vavuso e della dott.ssa Raffaella Ferrari. Oltre 200 le opere provocatorie presenti, tutte tese a veicolare, con linguaggi, peculiarità e stili diversi, il messaggio che lo scopo primario della cultura è essere cuneo che facendosi largo e smantellando l’ignoranza  può donare agli uomini tutti la chiave per la libertà, in modo che siano in coscienza  capaci di autodeterminarsi e di scegliere.

Tina Cacciaglia

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Se la pietra dicesse: ”non è una pietra che può alzare un muro”… non ci sarebbero le case. -Ancora insieme per Accumoli-

cena accumoliUn movimento culturale altro non è che una sinergia di espressioni artistiche in grado di condividere conoscenze e dare speranza, non solo con strumenti intellettuali, ma anche con quelli estetici.
Perciò l’arte dovrebbe essere vista come una forza in movimento, incapace di essere indifferente ai temi sociali.                                             Noi artisti del Maric, a coronamento di questa sinergia artistica, abbiamo messo a disposizione le nostre risorse creative, per un intento e un pensiero comune, ponendoci come obbiettivo la realizzazione di un progetto connesso con la necessità sociale, proponendoci di intervenire là dove sia presente una forte deprivazione culturale. Il progetto che stiamo promuovendo e di cui ci siamo fatti carico, è la realizzazione di una “Casa della Cultura” nel comune di Accumoli, borgo in provincia di Rieti, fortemente colpito dal terremoto.

Per raggiungere tale scopo la raccolta fondi è solitamente realizzata dal Maric attraverso aste benefiche, allestite con opere donate dagli artisti del movimento. In questi giorni tuttavia la raccolta fondi ha ampliato la sua visione.  Gli artisti poliedrici del Maric hanno infatti inventato una nuova “ricetta”, un nuovo connubio, arte, cibo, spettacolo. Una riunione conviviale che si terrà regolarmente una volta al mese con temi diversi. La prima riunione prevede una cena in cinque atti dove il leitmotiv è l’amore. Una prosa cantata che vede il coordinamento artistico e la rielaborazione testuale di Eleonora Raimondo in arte Ele Raiwordl, intervallata da performances pittoriche dal vivo ad opera dell’artista Giuseppe De Michele,  e da quelle scultoree del maestro Vincenzo Vavuso, anima  e cuore del Maric. I testi poetici di Alfonso Gargano, Teresa D’amico e Rosalia Cozza, saranno interpretati dal giornalista Franco Bruno Vitolo, interprete ed esecutore dei brani. Intermezzi musicali con la Voce di Giusy Mansi e la chitarra di Michele Criscuolo. La prima tappa della cena di beneficenza sarà ospitata nel ristorante il “Cantastorie” di Vietri sul Mare,  in provincia di Salerno, famoso per la cucina locale, che valorizza sapori e prodotti della costiera amalfitana.

Rosalia Cozza

 

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“Colori per il Sisma 2” Asta per la “Casa della Cultura” di Accumoli

 

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Sabato 17 dicembre, presso il Salone A. Genovesi della Camera di Commercio di Salerno, si è tenuta la seconda asta d’arte a scopo benefico “Colori per il Sisma 2” organizzata dal M.A.R.I.C. Le singole opere sono state offerte dagli artisti e dagli scrittori aderenti al movimento che abbraccia diversi artisti tra pittori, scultori, letterati, poeti, performer, attori, fotografi, musicisti ed altre figure professionali del mondo della Cultura e dell’Arte, tutti impegnati nel recupero della identità culturale promossa dal M.A.R.I.C. stesso.  L’iniziativa fa parte di un progetto che si propone l’obiettivo specifico di costruire una Casa della Cultura ad Accumoli, uno dei paesi recentemente devastati dal terremoto del 24 agosto. Il legame che si è stretto a novembre tra il Movimento e la cittadina di Accumoli ha già prodotto una prima asta a Cava de’ Tirreni ed un primo giro di offerte, ripetutosi a Salerno a dicembre e che proseguirà con altre aste, mostre e performance varie. Il movimento ha inoltre intrapreso la realizzazione di un’antologia letteraria, poetica e fotografica ad opera di tutti gli artisti del movimento, basata sui temi del sisma e della ricostruzione. 

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PERCHE’ AL MARIC

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Cosa ho a che fare io con l’arte? Me lo sono chiesta solo dopo aver detto “SI” all’entusiasmo contagioso dell’artista Vincenzo Vavuso, fondatore del Maric, ai suoi progetti e alle sue ambizioni di ridare all’arte un posto in prima fila nella scala dei valori che elevano la dignità dell’uomo. Condivido il suo sentire l’urgenza di reagire a un mondo di soprusi e ingiustizie, il suo bisogno di dire che c’è altro oltre il solito. E mi sono lasciata trascinare in questa che pare essere una bellissima avventura sperando di apportare un valido contributo. La parola “arte” suscita tante riflessioni. In me la prima è che non siamo più abituati ad essa.Quanti di noi amano visitare mostre e musei? Quanti si lasciano sedurre da una facciata ornata di stucchi o dai ricami minuziosi in carparo, in legno o gesso? Quanti guardano una fotografia cogliendone la profondità di un’emozione? Quanti riescono a cogliere un messaggio da un dipinto? Quanti si fermano a riflettere su cosa c’è dietro l’apparenza frivola di un passo di danza, di un abito, di un disegno umoristico, di uno slogan? Quanti amano leggere un libro anche per il solo piacere di imparare qualcosa?  Non c’è tempo per questo.Eppure questo esercizio di riflessione nutre la nostra mente.

Nell’era della tecnologia galoppante, ogni forma d’arte ci ricorda che al centro del mondo ci siamo noi, gli esseri umani. Con il nostro corredo di fantasia, di estro, di genio, che nessuna robotica potrà mai sostituire. E di un’anima, oggi sepolta da brutture e cattiverie imperanti.Bisogna quindi ritrovare fiducia in noi stessi, nelle nostre capacità, urge dare slancio alla nostra voglia di futuro. Lo possiamo fare non solo attraverso la conoscenza, ma anche avvicinandoci ad ogni forma di arte. 

Cos’è l’arte, è una domanda alla quale ogni pensatore da Platone a Kant, ha cercato di dare una risposta, esprimere un giudizio, dare un parere. Quindi da sempre esistono cose che suscitano interesse, da sempre l’uomo si chiede. Sarà forse proprio questa ricerca di definizione, che colloca il lavoro creativo e manuale dell’uomo, in quello che si definisce arte?

E già qui ho dato una definizione, “lavoro creativo e manuale”. L’arte infatti si nutre di creatività, che è la parte teorica iniziale, cioè il pensare alla realizzazione di un’opera. Poi avviene la parte pratica, la realizzazione vera e propria, la manualità. Ma c’è un’altra componente che contribuisce alla piena riuscita di un’opera d’arte, ed è il giudizio dato da coloro che ne vengono a contatto, che si lasciano conquistare da un pensiero positivo oppure si piegano a una smorfia di disgusto, che ne vengono attratti per bellezza oppure per il messaggio originale, che valutano il suo significato etico, estetico o emotivo. L’opera d’arte si sottopone al giudizio. Quindi è anche comunicazione.

Ed è tante cose ancora. E’ tenere vivo il senso di meraviglia, è spingere a vedere un pensiero, è un invito a ricordare l’anima, è il voler lasciare memoria visiva, è comunicare un disagio, un momento, una storia.

Nasce soprattutto dall’indignazione e quindi vuole denunciare ogni sopruso. Ma anche dalla capacità di inventare, da un’idea, da un estro, da un talento particolare che si nutre di pura fantasia.Per me arte è tutto ciò alla quale prestiamo attenzione.Ognuno con il suo modo di percepire, di sentirne la voce, di coglierne il messaggio.E in piena libertà decidere, poi, in base alla propria sensibilità, se banale oppure originale, particolare o ripetitiva, interessante o inutile.

Arte è anche libertà. Per se stessa e per chi la vive.

Liberi di esprimersi allora, agli amici del MARIC e a tutti coloro che spinti da un desiderio di rinascita ad ampio raggio, ci sosterranno con la loro numerosa presenza e partecipazione ad ogni evento possibile.

Grazie a tutti.

Teresa D’Amico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MARIC – COLORI PER IL SISMA

Sabato 29 ottobre 2016, alle ore 17.00, presso il “Marte” Mediateca di Cava de’ Tirreni, si terrà un’asta pubblica e l’intero incasso sarà utilizzato per la realizzazione della “Casa della Cultura” ad Accumoli. L’evento è organizzato dal M.A.R.I.C. Movimento Artistico Recupero Identità Culturali e dall’Associazione Giornalisti Cava – Costa d’Amalfi “L. Barone”. Patrocinato dal Comune di Cava de’ Tirreni, Comune di Accumoli, Mediateca “Marte”, Arti Grafiche Boccia, Casa d’aste Picenum, Galleria d’arte RossoCinabro, Galleria d’arte Art Factory. Le opere messe all’asta sono state donate dagli artisti del Movimento e resteranno in esposizione al primo piano della Mediateca “Marte” dal 22 al 29 ottobre c.a.
Costruiamo, cominciando dalla Cultura per la ricerca di una vera identità!

 

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“L’Arte é …

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 “L’arte è un posto dove i sogni sono su un foglio di carta, ma un foglio pieno di passione. Su quel foglio il sogno è realtà”

                                                                   Salvatore

Questa  non è la riflessione di uno storico, di un filosofo, o altro, questa è  di Salvatore, un ragazzino di prima media, un mio alunno, vivace, apparentemente disattento; spronato, insieme agli altri della sua classe, a buttar giù una  personale definizione di “che cos’è l’arte”.Salvatore è stato, a richiesta, sintetico ma molto profondo ed espressivo; non ha avuto bisogno di leggere e conoscere studiosi del settore, opere d’arte, artisti famosi. No, lui ha espresso solo il suo “SENTIRE” su “che cos’è l’arte” Non è importante perdersi nei meandri del sapere, definizioni articolate, tortuose, contorti percorsi di falsa cultura. L’arte è una cosa SEMPLICE, DIRETTA.

Altrettanto semplicemente, aggiungo che l’arte deve rispondere ad un’ ESIGENZA espressiva dell’anima.

E’ RESPIRARE, GUARDARE, FARE, ANNUSARE, TOCCARE.

L’ARTE è VITA.

Nutrirsi d’arte quotidianamente, sempre.

E’ SERVIRLA a TAVOLA.

 Rosanna Di Marino

Parola chiave:CULTURA

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Perché è essenziale riconoscere l’importanza della cultura? Perché è il risultato della libertà, il tratto dell’umanità che più la distingue come tale. Essere libero, per l’uomo, significa essere capace di trasformare se stesso e il mondo che lo circonda secondo un’intenzione che, parlando di arte, può andare anche al di là dei puri bisogni. La cultura è lo specchio di questa trasformazione. Il termine cultura deriva dal latino “coltura” cioè coltivazione e rimanda alla trasformazione della natura, ossia di ciò che esiste a prescindere dall’azione umana. Ha due significati fondamentali. Il più antico riguarda l’essere umano, in questo caso cultura significa formazione dell’uomo e allude al suo miglioramento, ai suoi progressi nel modo di pensare e di agire; l’uomo coltiva se stesso sviluppando tutte le sue potenzialità.

Accanto a questo c’è un significato più recente secondo il quale la parola “cultura” sta indicare il prodotto, il risultato della formazione umana. Dalla coltivazione di sé infatti l’essere umano ha tratto tutto ciò che costituisce la civiltà, l’arte, le istituzioni, le idee, i valori, le religioni, tutte le realizzazioni umane che sfidano il tempo

Da Scienze Umane  R.C.

Diffondere l’Arte e la Cultura “a tutti”.

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Diffondere l’Arte e la Cultura a tutti, leggiamo quale principale scopo e motivazione del Movimento MARIC e di questa proposizione la parola che più di ogni altra deve richiamare la nostra attenzione è “a tutti”. Su questo aspetto ci si deve fermare e riflettere.

Nei secoli scorsi la concezione dell’arte e del bello ha avuto i suoi fruitori e suoi amanti chiusi per la maggior parte in circoli esclusivi o in ceti sociali ben definiti. Raramente la gente, nell’accezione più ampia di questa parola, ha avuto accesso a questo aspetto pur fondamentale dell’esistenza.

Oggi dove tutto è in rete, dove tutto è accessibile, dove tutto è condiviso e globalizzato, sembra che una tale barriera non esista più. Invece diminuisce il numero dei lettori, diminuiscono i visitatori di musei e gallerie, chiudono le librerie indipendenti, si sviliscono le grandi ferie. Tutto si omologa nel già visto e nel già detto.

Io da amante dello scrivere, pongo l’accento sulla realtà che più delle altre mi è nota.  Se un filone letterario ha venduto un considerevole numero di libri (tra i tanti pensiamo alle varie 50 sfumature di grigio, nero e altri colori) ecco che, dalla grande alla piccola editoria, vengono pubblicati cloni del primo. Se la biografia del divo di turno riscuote successo ecco le biografie di tutti i così detti VIP, dalla velina all’opinionista dei talkshow.

Mentre è stata sempre la creatività che corre l’alea del nuovo a permettere la scoperta d’inesplorati orizzonti artistici o letterari.

Cosa significa fare cultura? Non certo riproporre a memoria nozioni da libri di testo,  ma ispirare il gusto del Bello. Quel piacere sottile che ci distingue da ogni altro essere che abiti il pianeta terra.

La cultura e l’arte non sono lettere morte che hanno abitato il nostro pianeta in un’epoca felice, pensiamo al Rinascimento, ma sono la nostra specificità di esseri umani. Portare la Cultura non significa continuare a conservare quanto hanno fatto coloro che ci hanno preceduto da Manzoni a Picasso per fare dei nomi, certo i loro capolavori vanno preservati e omaggiati, ma è permettere ai contemporanei di trovare in se stessi la loro voce e la loro creatività. La cultura è viva se genera se stessa ogni giorno e s’alimenta di quanti portano le loro idee, le loro innovazioni, la loro produttività.

E se da un lato, come già detto, il mercato libraio o meno riprone sempre se stesso  dall’altro lato oggi la rete offre a chiunque la possibilità di postare libri, poesie, quadri, foto, sculture, opinioni e ciò può dare l’illusione di una conquistata libertà e diversità dell’offerta, fino a far sembrare che l’arte si sia spalmata su tutto il mondo almeno virtuale, ed è invece proprio il momento in cui a gran voce bisogna separare il grano dal loglio. Affinchè il grano possa germogliare e permetterci di riscoprire e far riscoprire, il piacere dell’Arte e del Bello, educare il nostro gusto e spingere le giovani generazioni alla ricerca di quanto eleva lo spirito e ci fa essere umani nel più nobile dei suoi significati.

Tina Cacciaglia

M.A.R.I.C Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali

M.A.R.I.C Movimento Artistico Recupero Identità Culturali

Il M.A.R.I.C (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali) è un movimento artistico culturale nato nel luglio del 2016.
Pensato e ideato dall’artista Vincenzo Vavuso. Il movimento abbraccia diverse forme espressive dell’arte. Il M.A.R.I.C. infatti, apre le porte a pittori, scultori, letterati, poeti, performer, attori, fotografi ed altre figure professionali del mondo della Cultura e dell’Arte, gli artisti selezionati da un comitato scientifico devono avere un’indiscussa ricerca artistica e sperimentale nel campo delle arti.
Punto fermo di riferimento è l’impegno diretto per la Cultura e l’Arte, che a buona ragione si possono considerare le forme simbolo della Dignità Umana.
La formula caratterizzante quindi è Arte per l’Arte.
Le opere, i documenti e le iniziative che il Movimento produrrà e mostrerà avranno come filo comune la polemica contro l’Indifferenza e l’Ignoranza, che in questi tempi oscuri sembrano avvolgere Arte, Lettura, Letteratura, Cultura, e/o la promozione dei valori che esse possono esprimere.
Il linguaggio espressivo sarà affidato alla creatività ed alla sensibilità dei singoli artisti o letterati, senza porre alcun vincolo né di strumenti, né di materiale, né di argomentazioni, anzi con l’auspicio che esso possa avere la forza giusta di proposta e di provocazione per poter arrivare alla mente ed al cuore anche delle persone più disattente.
Essendo prioritaria la comunicazione, sarà centrale la comprensibilità o almeno la recepibilità del messaggio.
L’intendo del M.A.R.I.C. non è finalizzato esclusivamente all’esposizioni di opere d’arti, performance ed eventi artistici in se, ma anche quello di lasciare un segno tangibile per la collettività, come la creazione di veri centri artistici – culturali laddove ce ne sia la possibilità. Diffondere l’Arte e la Cultura a tutti è il fine del Movimento, far si che chi si avvicini a questo mondo, possa avere la libertà di pensare, osservare, comprendere e decidere se farne parte o meno.
L’immagine formale che caratterizzerà il Movimento sarà la “chiave”, intesa come strumento simbolicamente fondamentale per aprire le porte di un mondo rigenerato e chiuderle a quella congerie di distorsioni etiche e culturali che lo stanno soffocando.
L’adesione al MARIC è legata alla comunanza degli ideali espressi.

 

 

Movimento Artistico