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Alla Tenuta S.Domenico un matrimonio artistico tra le opere dei Maestri MARIC e la dimora che le accoglie

In uno scrigno di bellezza architettonico e di arredi antichi abbiamo vissuto una serata firmata Maric all’insegna del buongusto e dell’eleganza.
La tenuta S. Domenico è una dimora signorile e accogliente dove si organizzano eventi, e dove l’ospitalità è eccellente. Al suo interno hanno trovato posto in esposizione permanente, le opere contemporanee degli artisti del Maric.

Un suggestivo impatto visivo ha accolto gli ospiti che hanno partecipato all’evento, sprigionato dalle sculture del maestro Vavuso e dai quadri degli artisti del Maric, sapientemente disposti ad allestire le sale di varie dimensioni e forme, che si susseguono nella struttura, una dentro l’altra, arredate di tavoli antichi e divani accoglienti.
Un incontro tra passato e presente per riscoprire la bellezza antica e per riflettere sulla realtà contemporanea raccontata dai colori degli artisti.
Tra quelle sale, abbiamo assistito ad una performance artistica di modelle vestite in maniera elegante che fissavano il vuoto e calpestavano i giornali. Come dire: siamo confusi, e siamo eleganti ma ignoranti. Una maniera per ricordare, in questo momento storico di crisi sociale e non solo, la bellezza e la libertà del sapere. “Se sai, farai meglio che puoi ”, dai versi di una mia poesia.
E’ stato un piacere aggirarsi come in un museo, tra tanta bellezza, in attesa di poter entrare nella grande sala dove per l’occasione erano disposti, elegantemente apparecchiati, i numerosi tavoli, e dove ha avuto luogo una serata che ha celebrato non solo l’arte pittorica e scultorea, ma anche l’arte della musica, grazie alla voce e alla chitarra del maestro Espedito De Marino che con il suo repertorio di musica napoletana classica, e non solo, ha recitato bellezza e sentimento.
E poi l’arte della cucina, attraverso un ricco buffet di antipasti, primi piatti e dolci che abbiamo gustato a fine serata, allestito per tutti, dai maestri culinari e di sala della tenuta S. Domenico.
L’arte della moda che Anter mette in scena non solo con abiti sfarzosi, ricamati, luminosi di paillettes e con strascico degno di serate tra reali, esibiti addosso a ragazze giovani, ma anche mostrando abiti semplici, quelli che compongono la maggioranza del nostro guardaroba, e soprattutto mostrando magliette con frasi scritte che riassumono come vivere la moda, come non farsi intimorire dalla moda, come “usare” e non lasciarsi usare dalla moda. Le ragazze che hanno portato le magliette, si sono esibite in un abbraccio per ricordare quanto è desueto questo gesto umano, che ci rende complici, vicini, partecipi. La modernità invece, ci vuole frettolosi, si ha poco tempo per incontrarsi, guardarsi, abbracciarsi.
Ci si incontra solo sul web.
Ma soprattutto, quello che il Maric celebra ogni volta durante gli eventi che organizza, è l’arte della solidarietà, quella che ora è rivolta alla costruzione di un luogo di aggregazione ad Accumoli.
Gli ospiti di Illica, una frazione di Accumoli colpita dal violento terremoto dell’agosto 2016, avevano ancora occhi ostruiti dalle macerie mentre hanno spiegato il niente che è adesso il loro paese. Ci si avvicina ai luoghi che erano abitati e si vede il niente, solo arbusti e qualche calcinaccio. “Se si incontra qualcuno che come te ci si reca per rivedere la sua vita di prima, e cosa (non) si sta facendo per ricostruire, non si ha nessun luogo dove stare per parlare e/o per incontrarsi”.
Questa la loro testimonianza.
Pensate al nulla che può diventare un luogo, il tuo luogo, quello dove ripari e custodisci la tua vita…
Queste sensazioni, unite alla speranza e alla determinazione di voler ricostruire le case e le vite, che auguriamo alla popolazione colpita dalla violenza della natura, le abbiamo raccolte nei racconti che compongono l’antologia “Oltre le pietre”, voluta da tutti noi componenti del Maric. Un libro gradevole da leggere, che viene omaggiato a fronte di una piccola donazione.
E’ nata dalla fantasia di Stefania Maffei, artista e poetessa del Maric, la mattonella ricordo che il maestro Vavuso ha donato alla direzione della tenuta S. Domenico. Un cuore colorato e alato che dice tutta la forza e la volontà del movimento di andare incontro a un futuro nuovo: siamo un intreccio di voci differenti per raccontare la storia di un solo viaggio verso un futuro nuovo.

Il Maric è tutto questo. Una nave sognante carica del bello di ogni cosa, che va incontro alla vita con prorompente energia.

Vorrei ringraziare Franco Bruno Vitolo, che con il suo sapere e il suo spessore umano rappresenta il Maric nella presentazione degli eventi, catturando il pubblico con ironia e saggezza.
Grazie anche a tutti coloro che ci seguono e con la loro sensibilità contribuiscono alla realizzazione di un progetto che sta per concludersi, voluto per essere vicini a chi ha bisogno, coniugando arte, cultura e bellezza.
Grazie soprattutto al motore di tutto questo, il maestro Vincenzo Vavuso.
Senza la tua caparbietà, la tua tenacia, la tua forza immensa, il sogno sarebbe rimasto ancorato alla burocrazia soffocante di questo strano paese.
Grazie Maestro.

Grazie a tutti.

Teresa D’Amico