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L’abbraccio caldo di Pontedera

Un abbraccio intenso e caldissimo. Quegli abbracci che nel freddo invernale e nei momenti difficili sono medicina e speranza, quella che a volte nello sconforto sembra svanire… ma non è così! Questo abbraccio arriva al M.A.R.I.C. dalla città di Pontedera, mostratasi in questi mesi compatta ed estremamente solidale nel sostenere il progetto del Movimento: la costruzione della Casa della Cultura ad Accumoli.

Nella piccola cittadina toscana, per il tramite dell’appassionata ed inesausta Poetessa del Maric, Stefania Maffei, sono state infatti vendute più di 50 sciarpe firmate Anter e altrettante antologie “Oltre le pietre” a fronte di un’offerta destinata alla raccolta fondi per la casa della Cultura ad Illica, frazione di Accumoli. Grande il cuore dell’Istt. E. Fermi Itc Geometri, dei ragazzi, degli insegnanti, dei tanti frequentatori della Biblioteca comunale G. Gronchi. Le firme di queste persone generose e partecipative, ma soprattutto il loro concreto e disinteressato sostegno saranno sui mattoni e nei pilastri della Casa della Cultura, sogno del Maric che giorno dopo giorno si sta realizzando proprio grazie a questi abbracci, caldi sentiti e veri.

Grazie Pontedera! Grazie Stefania, preziosa, appassionata e sempre piena di entusiasmo! Grazie di vero cuore da noi del M.A.R.I.C.

Maric_Stefania

Il M.A.R.I.C. all’udienza generale del Papa in Aula Paolo VI

Papa Francesco e il dono delle emozioni

Oggi, mercoledì 19 dicembre, si è tenuta in Vaticano l’ultima udienza generale del 2018, in un’aula Paolo VI come sempre gremitissima. Tra le settemila anime accorse per vedere ed ascoltare il Santo Padre… c’eravamo anche noi del M.A.R.I.C.!

Una delegazione del Movimento, insieme ad una rappresentante dell’associazione Illica, ha desiderato essere presente a questo appuntamento. Troppo preziose, troppo belle le parole di Papa Francesco sul Natale per non essere ascoltate dal vivo:

“Non mondanizziamo questa festa, lasciamoci sorprendere da Gesù. Natale è la rivincita dell’umiltà sull’arroganza, è celebrare un Dio inedito, che ribalta le nostre logiche e le nostre attese. (…) Cari fratelli e sorelle buon Natale, ricco delle sorprese di Gesù! Potranno sembrare sorprese scomode, ma sono i gusti di Dio. Se li sposeremo, faremo a noi stessi una splendida sorpresa”.

Non solo la parola della catechesi e gli auguri per le festività, ma anche sorrisi, e tanti, tantissimi abbracci sono quelli che il Papa oggi, come spesso fa, ha dispensato ai presenti, raggiungendo ogni lato possibile della sala (quasi correndo!) per salutare bambini, disabili e pellegrini. Lì ad emozionarci, c’eravamo anche noi… Difficile, anzi impossibile dire quanto fatto in questa giornata, quanto provato. Vedere dal vivo un’anima tanto luminosa e carismatica quale è Francesco, è nella vita evento raro. La consapevolezza arriva davvero vivendo momenti del genere. Possiamo solo confermare, anzi rafforzare, la presenza di un’aura incredibile intorno al rappresentante di Pietro.

Al termine dell’Udienza, il Presidente del M.A.R.I.C. Vincenzo Vavuso è intervenuto ai microfoni di Radio Vaticana, in diretta. Alla voce cordiale del giornalista, il Presidente ha potuto raccontare il progetto della Casa della Cultura ad Accumoli e tutte le iniziative del Movimento. Un onore per poter avere un’eco del genere dei progetti che stiamo portando avanti..

Giornata splendida in tutti i sensi, carica di emozioni e difficile da raccontare. La “sorpresa” di Natale di cui Papa Francesco parlava… l’abbiamo ricevuta proprio oggi, in questa mattinata così intensa, e resterà per sempre indimenticabile. Ritorniamo, portando con noi la benedizione, l’entusiasmo e la gioia che quest’Uomo ha saputo donarci, pienamente. E il “dono” resta e resterà la prerogativa della nostra Arte e del nostro Movimento. Sempre.

Grazie Francesco!

 

Le aste di beneficenza – Il Maric è arte solidale

Carissimi tutti, ogni tanto mi sorprendo a pensare che il Maric va oltre l’arte, perché è una storia. Una storia che sto vivendo con entusiasmo, come molti di voi, ma io di più perché sto imparando il vostro mondo, il vostro linguaggio a colori, la maniera profonda di percepire un’opera d’arte, la cura per allestire, il lavoro editoriale e di comunicazione che ci vuole per promuovere ogni iniziativa.
Si, molte di queste cose le vivo anche nella moda, il mio museo da allestire è la vetrina, e quando organizzo feste nel mio negozio mi devo preoccupare degli inviti, ma con voi vivo da vicino l’arte della pittura e della scultura e mi sorprendo a pensare se quello che ci viene inculcato dai critici è lo stesso che io percepisco davvero osservando le vostre opere.
Non tutto mi piace esteticamente, sia chiaro, ma frequentando il vostro mondo ora so che voglio leggere il messaggio che si esprime attraverso la forma, il colore o l’atmosfera che racchiude un lavoro artistico.
E poi le aste, un mondo per me quasi sconosciuto.
Certo non sempre l’atmosfera è vivace, non sempre si assiste al rincorrersi e al rilancio delle offerte, diciamo che potrebbe andare meglio, che alcune opere meriterebbero più entusiasmo e prima di tutto più pubblico, ma il mondo della solidarietà è così, forse spaventa, forse si crede di trovare poca competenza.
E se si cambia? Invece di convocare i probabili interessati all’acquisto, in una serata dedicata all’asta, si potrebbe installare nella sala della mostra una cassetta, e anche dei fogli e matite, dove i visitatori possono inserire un foglietto con il loro nome e la cifra disposta a donare per un quadro specifico.
E solo a fine mostra sarà aperta per assegnare le opere al migliore offerente.
Forse ci si sente più liberi di scegliere, e si ha più tempo per riflettere, magari ripassare per rivedere l’opera che attira il proprio interesse.
Insomma, il cammino intrapreso dal Maric richiede impegno costante, e il presidente sta vivendo questa parte della sua vita per portare a termine la nobile missione che ci vede coinvolti e partecipi.
A te presidente, e alla tua famiglia, va spesso il mio pensiero, conosco la fatica dell’impegno, so quanto arricchisce donare a chi ha bisogno, approvo la caparbietà di onorare la parola data, immagino il tempo sottratto al tuo lavoro e ai tuoi cari.
Un tempo che di sicuro ti sarà restituito, e che vivrai con fierezza maggiore.
I progetti coraggiosi hanno bisogno di essere compresi, hanno bisogno di fiducia e di supporto, cose che man mano, grazie soprattutto al tuo lavoro e al quello di Isabella, ci vengono riconosciute. Avanti così allora.
Non c’è successo senza impegno.

Buon Natale. Natale vuol dire nascita, venire al mondo. Che sia un nascere ancora, uno stare al mondo con immutata passione e partecipazione.

Teresa D’Amico

Alla Tenuta S.Domenico un matrimonio artistico tra le opere dei Maestri MARIC e la dimora che le accoglie

In uno scrigno di bellezza architettonico e di arredi antichi abbiamo vissuto una serata firmata Maric all’insegna del buongusto e dell’eleganza.
La tenuta S. Domenico è una dimora signorile e accogliente dove si organizzano eventi, e dove l’ospitalità è eccellente. Al suo interno hanno trovato posto in esposizione permanente, le opere contemporanee degli artisti del Maric.

Un suggestivo impatto visivo ha accolto gli ospiti che hanno partecipato all’evento, sprigionato dalle sculture del maestro Vavuso e dai quadri degli artisti del Maric, sapientemente disposti ad allestire le sale di varie dimensioni e forme, che si susseguono nella struttura, una dentro l’altra, arredate di tavoli antichi e divani accoglienti.
Un incontro tra passato e presente per riscoprire la bellezza antica e per riflettere sulla realtà contemporanea raccontata dai colori degli artisti.
Tra quelle sale, abbiamo assistito ad una performance artistica di modelle vestite in maniera elegante che fissavano il vuoto e calpestavano i giornali. Come dire: siamo confusi, e siamo eleganti ma ignoranti. Una maniera per ricordare, in questo momento storico di crisi sociale e non solo, la bellezza e la libertà del sapere. “Se sai, farai meglio che puoi ”, dai versi di una mia poesia.
E’ stato un piacere aggirarsi come in un museo, tra tanta bellezza, in attesa di poter entrare nella grande sala dove per l’occasione erano disposti, elegantemente apparecchiati, i numerosi tavoli, e dove ha avuto luogo una serata che ha celebrato non solo l’arte pittorica e scultorea, ma anche l’arte della musica, grazie alla voce e alla chitarra del maestro Espedito De Marino che con il suo repertorio di musica napoletana classica, e non solo, ha recitato bellezza e sentimento.
E poi l’arte della cucina, attraverso un ricco buffet di antipasti, primi piatti e dolci che abbiamo gustato a fine serata, allestito per tutti, dai maestri culinari e di sala della tenuta S. Domenico.
L’arte della moda che Anter mette in scena non solo con abiti sfarzosi, ricamati, luminosi di paillettes e con strascico degno di serate tra reali, esibiti addosso a ragazze giovani, ma anche mostrando abiti semplici, quelli che compongono la maggioranza del nostro guardaroba, e soprattutto mostrando magliette con frasi scritte che riassumono come vivere la moda, come non farsi intimorire dalla moda, come “usare” e non lasciarsi usare dalla moda. Le ragazze che hanno portato le magliette, si sono esibite in un abbraccio per ricordare quanto è desueto questo gesto umano, che ci rende complici, vicini, partecipi. La modernità invece, ci vuole frettolosi, si ha poco tempo per incontrarsi, guardarsi, abbracciarsi.
Ci si incontra solo sul web.
Ma soprattutto, quello che il Maric celebra ogni volta durante gli eventi che organizza, è l’arte della solidarietà, quella che ora è rivolta alla costruzione di un luogo di aggregazione ad Accumoli.
Gli ospiti di Illica, una frazione di Accumoli colpita dal violento terremoto dell’agosto 2016, avevano ancora occhi ostruiti dalle macerie mentre hanno spiegato il niente che è adesso il loro paese. Ci si avvicina ai luoghi che erano abitati e si vede il niente, solo arbusti e qualche calcinaccio. “Se si incontra qualcuno che come te ci si reca per rivedere la sua vita di prima, e cosa (non) si sta facendo per ricostruire, non si ha nessun luogo dove stare per parlare e/o per incontrarsi”.
Questa la loro testimonianza.
Pensate al nulla che può diventare un luogo, il tuo luogo, quello dove ripari e custodisci la tua vita…
Queste sensazioni, unite alla speranza e alla determinazione di voler ricostruire le case e le vite, che auguriamo alla popolazione colpita dalla violenza della natura, le abbiamo raccolte nei racconti che compongono l’antologia “Oltre le pietre”, voluta da tutti noi componenti del Maric. Un libro gradevole da leggere, che viene omaggiato a fronte di una piccola donazione.
E’ nata dalla fantasia di Stefania Maffei, artista e poetessa del Maric, la mattonella ricordo che il maestro Vavuso ha donato alla direzione della tenuta S. Domenico. Un cuore colorato e alato che dice tutta la forza e la volontà del movimento di andare incontro a un futuro nuovo: siamo un intreccio di voci differenti per raccontare la storia di un solo viaggio verso un futuro nuovo.

Il Maric è tutto questo. Una nave sognante carica del bello di ogni cosa, che va incontro alla vita con prorompente energia.

Vorrei ringraziare Franco Bruno Vitolo, che con il suo sapere e il suo spessore umano rappresenta il Maric nella presentazione degli eventi, catturando il pubblico con ironia e saggezza.
Grazie anche a tutti coloro che ci seguono e con la loro sensibilità contribuiscono alla realizzazione di un progetto che sta per concludersi, voluto per essere vicini a chi ha bisogno, coniugando arte, cultura e bellezza.
Grazie soprattutto al motore di tutto questo, il maestro Vincenzo Vavuso.
Senza la tua caparbietà, la tua tenacia, la tua forza immensa, il sogno sarebbe rimasto ancorato alla burocrazia soffocante di questo strano paese.
Grazie Maestro.

Grazie a tutti.

Teresa D’Amico